Lo stretching

Lo stretching

“Ma lo stretching?”

Va bene, parliamone. Tanto lo so: prima o poi la richiesta arriverà.
E allora siediti [su quella seggiola]; prenditi ‘sti tre minuti, leggi il mio parere a riguardo. Poi valuta tu.

Punto uno, la definizione: cos’è lo stretching?

Tradotto dall’inglese, si tratta dell’ “allungamento” dei muscoli, tenendo alcune posizioni specifiche per un determinato tempo.
Troppo generico per averci capito qualcosa? Hai ragione.
Allora andiamo al…

Punto due: a cosa serve?

Serve a rendere più efficienti l’elasticità muscolare e, di conseguenza, anche le prestazioni atletiche.
Bisogna, però, considerare che ogni posizione andrebbe eseguita correttamente e che non tutti gli esercizi di stretching sono immediatamente utili.
Un casino, eh?

SPOILER ALERT!

In genere non faccio stretching, prima di correre.
Se non altro perché ho trovato un modo per ovviare, ma te lo spiegherò alla fine di questo articolo.

Punto tre: e quindi?

Quindi, cerchiamo di capire meglio come si potrebbe fare;
stiliamo una lista di considerazioni pertinenti:

  • pare proprio che lo stretching non abbia potere preventivo contro gli infortuni;
  • sicuramente aiuta elasticità dei muscoli e performance atletica;
  • non è una pratica universalmente utile: esistono esercizi specifici per ogni sport o attività;
  • lo stretching serve, specialmente in relazione allo stile di vita (essere attivi facilita: lapalissiano);
  • non va fatto “a freddo”;
  • previo riscaldamento, andrebbe fatto con criterio prima dell’allenamento;
  • volendo, anche dopo si potrebbe fare, ma blandamente;
  • sicuramente lo si può fare lontano dall’allenamento, sempre riscaldandosi prima;
  • non va praticato, sentendo dolore! (allungamento, sì – dolore, no);
  • la durata “più sicura” per ogni posizione è di 30 secondi circa;
  • tra una posizione e l’altra è opportuno rilassarsi.

Va meglio? Sì, dai.

Punto quattro: una soluzione alternativa, come faccio io lo stretching.

Per esperienza personale, così:

  • Lontano dagli allenamenti, fatto riscaldamento con una corsetta sul posto di alcuni minuti (anche dieci, girando per casa, per dignità quando sono solo), seguo la mia lista di posizioni: parto dall’alto con collo, spalle e braccia, per arrivare fino alle dita del piede: in mezzo tutto ciò che serve, che è poi la parte più interessante (bicipiti femorali, glutei, zona pelvica, quadricipiti, polpacci).
    In rete di esercizi se ne trovano a bizzeffe. Appena ne sarò capace, proverò a illustrarteli io personalmente.

Una posizione che sento tanto utile è quella dello squat naturale, che tengo anche più a lungo di 30 secondi: si tratta in pratica di accovacciarsi a terra, a gambe abbastanza larghe, scendendo con il bacino verso terra e cercando di tenere la schiena dritta.

  • Prima degli allenamenti, fatto riscaldamento di corsa (sempre dieci minuti circa, piano), eseguo cinque o sei allunghi progressivamente più veloci, cercando una buona ampiezza della falcata, che sia rilassata; a questi faccio seguire alcuni minuti di andature tecniche, di cui parlerò nello specifico in un altro post.

Ho soddisfatto la tua curiosità?
Ci hai capito qualcosa in più?
Ok. Allora procedi pure e ricorda: sì, allungare; no, dolore!

 

corsetta pre-stretching Arona 10k gara
Testimonianza fotografica del riscaldamento pre-gara in quel di Arona. A questa corsetta sul posto, in attesa di usufruire dei bagni chimici, sono seguiti gli allunghi e le andature tecniche.
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