Scrivo di corsa - blog running

Tu sei una macchina perfetta. Sì, proprio tu. E hai le marce.
Vabbe’, perfetta magari no, ché gli acciacchi ci sono per tutti; ma una macchina sì, lo sei.
Proprio in senso etimologico: il tuo corpo è uno strumento.
E come ogni strumento ha bisogno di cura, manutenzione e di istruzioni per l’uso.
Leggere le istruzioni annoia i più

(non hai mai letto il manuale delle istruzioni della tua auto, vero? E siamo in due, allora),

ma è utilissimo e necessario. Fallo! Leggile.

Sul blog ti sto dando, post dopo post, indicazioni per cominciare a correre e migliorare gli aspetti di base:
in pratica, le istruzioni di cui scritto poco sopra.

Sono utilissime e necessarie! Leggile.

Userò il già menzionato e bistrattato parallelo con l’automobile per spiegarti le tue “marce“, identificabili facilmente e soprattutto utili per scopi differenti tra loro.

Spegni il motore, tira il freno a mano; ti spiego la questione, poi puoi partire.

Motore acceso e prima inserita: il riscaldamento

Prima di cominciare cosa bisogna fare?
Esatto, riscaldare il motore, specie col freddo; partire piano e fare in modo che la vettura sia pronta.
Uguale trattamento vorrà il tuo corpo prima di correre:

  • alzati e muoviti, se sei stato seduto a lungo;
  • fai mobilità articolare;
  • poi parti piano; cammina a passo svelto per qualche minuto, magari;
  • inizia a correre lentamente
    Quanto a lungo? – L’ho già scritto altrove? Non ricordo, ma in ogni caso, lo ripeto: – Dieci/dodici minuti almeno; se fai di più, tanto meglio).

Vuoi sapere quanti squinternati ho visto “fare il riscaldamento” e correre a un ritmo simil-gara?
“Cose che voi umani…”

La seconda e la terza: il lento e i suoi fratelli

Quando l’auto è calda, sei pronto e ti avvii.
Fai un po’ di strada e poi? Poi devi accelerare e cambiare marcia.
Nella corsa questo avviene con tempi più lunghi che in auto, ma il concetto è quello.

Fatto il riscaldamento, puoi aumentare la velocità (puoi anche non farlo: non sentirti giudicato).
Se ti assesti su un ritmo che ti permette di correre a lungo, stai correndo un lento.
Sedute di questo tipo ti abituano a correre: aiutano il cuore, i polmoni, i capillari (ma non solo) a funzionare meglio. È l’ambito degli allenamenti aerobici.
Difatti, il parametro cui fare riferimento è la respirazione: con questa “marcia” dovresti riuscire a parlare abbastanza tranquillamente.
Quanta distanza riuscirai a coprire dipenderà da te, dal tuo grado di preparazione e dalla gara che prepari.

Perché “seconda e terza”?
Perché il lento può essere rilassato o brioso, secondo l’obiettivo che ti poni
(in sintesi: più svelto è il “lento”, più aiuta a preparare gare brevi; e viceversa).

La quarta (e la quinta): le corse a perdifiato

Ovvero, di quando hai deciso di diventare masochista

Quando l’auto va in terza senza intoppi su una bella strada larga, libera e senza limiti di velocità, cosa fai?
Esatto: acceleri, passi in quarta e ti senti leggero e veloce.
Benvenuto nella terra del medio e delle ripetute: modi di allenarsi che ti aiutano ad aumentare (e conservare) la velocità. E a rimpiangere il divano.
Questo è l’ambito degli allenamenti anaerobici.
Difatti per fondo medio; corto veloce; ripetute lunghe, medie, brevi; fartlek: scòrdati di parlare durante lo sforzo.
Soffri. In silenzio.
Consòlati, immaginando quello che vuoi.
Oppure, impreca, sputa, prenditela con gli altri runner e con il giorno in cui hai deciso di volere correre.
Fai tu. Tanto non ti sentirà nessuno, fiatone a parte.

Brutta notizia:
se fossi in auto, potresti continuare a scorrazzare all’infinito, a patto di controllare il serbatoio;
siccome corri sui tuoi piedi, devi fare i conti con la tua fisicità e il tuo grado di allenamento.

  • Non puoi correre troppo a lungo in questi allenamenti (a parte te, caro Kenenisa Bekele, tu puoi fare tutto ciò che ritieni opportuno);
  • devi conoscere bene l’andatura da tenere per ogni tipologia di allenamento di questo tipo;
  • devi gestire i chilometri in relazione alla gara che stai preparando.

Per chi sta iniziando o ha iniziato da poco a correre, arrivare ad allenarsi in questo modo è quasi un traguardo.
Fare allenamenti di fondo medio o veloce, o fare le ripetute significa prepararsi alle gare.
Se si è arrivati fin qui, si è già nella categoria runner evoluti.
Ci si può ritenere ampiamente soddisfatti, a parere mio.

La domanda pedante: e la retromarcia?

No, nessun colpo di scena. Non c’è.
A meno che non vogliate cimentarvi nel retrorunning (che potrebbe anche tornare utile, eh!).
Ma siamo già abbastanza matti noi runner; correre pure al contrario…

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