Trofeo Città di Montoro 2018

Trofeo Città di Montoro 2018

Km 0

Stamattina si va a Montoro.
Scendo da casa e piove.
Piove e mi bagno.
Mi bagno perché non ho l’ombrello.
Ma non ho mai l’ombrello.
Al bar dell’appuntamento non prendo caffè. Stavolta non mi faccio fregare, ché domenica scorsa il bruciore di stomaco mi è passato a metà gara.

Partiamo in auto in tre: io, Peppe e Alfredo.
Peppe ama la corsa alla follia: se càpita occasione, fatevi mostrare il tatuaggio sul quadricipite.
Alfredo ha cominciato da poco, si diverte ed è curioso.
Arrivati, ci prepariamo e ci riscaldiamo: chiacchiero con Mario Tarta’, che è un grande: un esempio di qualità.
Poco prima di partire, incontro e conosco di persona Antonino, Andrea e Luigi: tutti accomunati per me da Strava; con Antonino faccio strategia comune, perché grazie al social appena menzionato conosco i suoi tempi, che sono anche i miei.

Km 1

Le solite tarantelle di Montoro.
La linea di partenza è al distributore.
Tutti ci spostiamo duecento metri più avanti. Senza motivo.
Gli organizzatori latitano; i vigili chiacchierano.
Siamo in ritardo rispetto all’orario previsto.
Dobbiamo tornare indietro. Per un chiaro motivo.
Indietreggiamo lentamente, torniamo tutti al distributore.
Perdiamo un quarto d’ora.
Il riscaldamento: ciao.
Poi conto alla rovescia, sparo e via.

Km 2

Con Antonino abbiamo deciso di tenere lo stesso ritmo.
Gambe un po’ durette: credo per colpa del riscaldamento, finito troppo tempo fa.
Fiato un po’ corto: e vabbe’, i postumi dell’influenza e ‘sto vento contro non aiutano.

Km 3

Lo rispettiamo, il ritmo, nonostante qualche intoppo prevedibile: il vento insiste, la pendenza che cambia appena in vari punti del tracciato e l’asfalto che è viscido per la pioggerellina.

Km 4

Venti persone davanti circa, le conto in curva.
Va bene, ma non va bene.
Faccio uno scatto breve: il km l’abbiamo iniziato troppo lentamente e mi propongo di recuperare.

Km 5

Primo giro: passaggio sotto l’arco di partenza.
Stamattina sono pensieroso. Eh, mica tutti i giorni so’ fantastici…
Ma un po’ d’acqua dall’organizzazione? Oggi ci tocca solo vento?
Comunque, al primo giro tempi rispettati.
Però ‘sto fatto del ristoro ci fa innervosire tutti.

Km 6

Ragiono: dovrei provare a fare lo split negativo.
Sento: non ho le gambe delle giornate migliori, ma tengo botta.

Km 7

Antonino è più brillante di me.
Me ne accorgo da un paio di allunghi, a cui mi aggancio con troppo sforzo.
Recuperiamo un paio di posizioni, incluso un capellone.
Oh, credetemi: ogni volta che lo incontro, faccio 35’ e rotti.
E lo supero sempre nella seconda metà di gara.

Km 8

Mi stacco da Antonino, che s’allontana di una cinquantina di metri.
Mi dispiace, provo a insistere, ma nel tratto leggermente in salita faccio fatica.
Mi brucia un po’ la gola. Paziento.
Non manca molto; dopo la curva inizia la discesa.
Aspetto.

Km 9

Aspetto gli ultimi due chilometri per spingere.
Provo. Niente. Non spingo.
E allora continuo così come sto andando.
Mi rilasso e la prendo come viene.
Osho style.

Km 10

Vabbuo’, in pratica è finita.
Dopo la curva si va in leggera discesa; alla fine del rettilineo c’è il gonfiabile rosso dell’arrivo.
Allungo la falcata e accelero.
Non sono entusiasta, ma va bene.
35’40” e ventiduesima posizione.
E grazie al capellone: è cassazione.

Post-gara

Tutti tranquilli, amici runner: ci sono le crostate. Tre pezzi per me.
La pace del signore della corsa, Ingebrigtsen III, sia con voi.
E a Montoro non mancano mai nel pacco-premio: vino, pane biscottato, pasta, pelati e cipolle ramate igp.
Assai. Cipolle assai.
Rendiamo grazie a Montoro.
Grazie, Montoro.

A tavola stappiamo una delle bottiglie di vino.
Mamma, temendo che al nord mi privino del cibo deliberatamente, cerca di rimpinzarmi senza pietà: perciò, alla vista di un sugo pronto cipolle e zucca, apre pure un pacco di pasta che ho portato ed è così che abbiamo il secondo primo.
Se volete, vi racconto anche il resto del menù, ma mi serve un altro post.
Forse un altro blog.

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