Fratta ‘na corsa – 10 km

Fratta ‘na corsa – 10 km

Voi mi conoscete.
Sono irritabile. Cioè, non particolarmente in genere, ma dei giorni abbastanza. Dipende.
Dipende da cosa è successo, da cosa mi aspetto e da come vanno le cose.
Ah, ma c’è una soluzione: se mi accorgo che mi sto irritando, riesco a calmarmi.
γνῶθι σαυτόν

Voi mi conoscete.
(Voi mi conoscete?)
Mi piacciono l’ironia, l’umorismo – anche didascalico -, i giochi di parole.
Ma il nome di questa gara no.
Mi rimanda a un divisore, alle scuole elementari. Non lo so.

Voi mi conoscete?
Ecco. Io stamattina dovevo fare il punto della situazione:
quello sulla prima i.

Dovevo capire in quali condizioni io sia a un mese e mezzo dalla maratona.

Vi anticipo che è andata bene, che sono un po’ incazzato, tuttavia sereno.

È andata bene perché sono arrivato tredicesimo ed eravamo in tutto quasi duemila.
Chi riconosce la mia pelata alla partenza vince i biscotti latte e riso del pacco gara.

Sono partito bene, ho guardato l’andatura del primo chilometro e ho continuato così. Utile mi è tornata la presenza al fianco di Salvatore, compagno di squadra col mio stesso passo, che ha fatto gara con me praticamente fino alla fine.

Sono un po’ incazzato, però, perché correvo e mi irritavo.
Mi mancava la scintilla della giornata ottimale, quell’elettricità.

E forse ho mangiato un po’ troppo a colazione e non ricordavo che la partenza fosse per le 8:30.
E siamo arrivati un po’ tardi e ho fatto poco riscaldamento rispetto al solito.
E ho preso il caffè dopo colazione e mi bruciava lo stomaco.
E sentivo un pizzichino al bicipite femorale sinistro.
E mi sembrava di non riuscire a spingere bene e di battere un po’ i piedi.

Non cose gravi, capite?
Voi mi conoscete: piccoli particolari irritanti. Per i quali esco pazzo.

Nonostante ciò, è andata bene.
All’ultimo chilometro ho pure accelerato.
Credevo di superare anche Antonio, una faccia conosciuta ormai nonché persona a modo, che mi è stato davanti tutta la gara. Ma non ne avevo per vincere lo sprint, ha meritato lui.

Fratta ‘na corsa 2019 – arrivo

Per la rubrica “e il pacco gara?”:
– una polo grigia, taglia L, in cui potrei ballare il tango in coppia, ma che ho propinato a mio padre;
– tre vaschette di fragole;
– una bottiglia di vino bianco, che ha preso posizione sulla solita mensola;
– un pacco di biscotti da nonna, che a mia nonna non potrò portare, ché ha la glicemia, signora mia… ha visto la televisione? È un mondo cattivo.

Però, però, però… molto carino il ristoro dopo-gara. Non tanto per le crostate, che c’erano, ma per una chicca: delle vaschettine con la ricotta fresca.
Game, set, match. Colica. Addio.

E sono sereno.
Perché, visto che siamo in autunno, il caldo tarderà ad arrivare e potrò correre qualche altra gara bella tirata.

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