StraSalerno 2019 primi chilometri

Dopo mesi decido: è il momento di sgambettare e correre un po’ più velocemente.
Contatto il coach, gli comunico la data della possibile gara: c’è la StraSalerno, anche in versione 10 km.
C’è l’avallo. Partecipazione pianificata. Ritmo concordato, più o meno.
Vado.

Partenza della gara prevista per le 9:30. Orario classico.
Aaaaaaaaaah – penso con grande soddisfazione – Ottimo! Salerno è vicina, partiamo tardi e torniamo presto. Che pacchia
Che pacchia, sì.

Pochi giorni prima della gara, comunicazione degli organizzatori: partenza anticipata alle 8:00.
Perché la viabilità… il presidente del coso… la gente che fa, dice…
Alle 8:00.
Sapete cosa significa ciò?
Significa:
– svegliarsi alle 5:00, colazione, lavaggio, vestizione, rincoglionimento
– uscire da casa alle 6:00. Buio. Zero fessi in strada.

Dite, dite: ‘E tu non ti conti?’
Touché.
Un fesso – io -, nessun altro e di buono l’odore dei cornetti, caldi caldi nei forni dei bar già aperti.

Arrivo al punto d’incontro.
Cuffie nelle orecchie. Musica. Sonno.
Non ho preso ancora caffè. Morirò.
Prendo il caffè. Forse vivrò.
Salgo in auto di Maranna con Antonio.
Del sole nessun raggio.

Mentre arriviamo a Salerno, è l’alba.
Parcheggiamo, andiamo verso la partenza. Non c’è nessuno.
Allora torniamo indietro. Infatti la partenza è da un’altra parte.
Siamo lucidi e svegli, non c’è che dire.

Recupero il pettorale. Vincenzo l’ha preso per me il giorno prima.
Una busta enorme che ha dentro una bustina col pettorale, più la tipica, solita, destinata a mio padre, maglia di tessuto sintetico, taglia M veste larga.
Torniamo all’auto per cambiarci.
Il parcometro non funziona. Il tabacchi che dovrebbe avere i grattini della sosta è ancora chiuso.
Vedo io‘ dico.
Comincio a corricchiare intorno all’isolato, così almeno faccio riscaldamento.

Toh, un’edicola.
Un grattino, grazie
Oggi è domenica, non si paga
Siamo al parcheggio grande, si dovrebbe
C’è la gara, non si paga
Ho chiesto ai vigili, hanno detto che non lo sanno se si paga o no, ma che se la macchinetta eroga, forse è meglio pagare
Ci guardiamo con gli occhi a fessura, come fossimo nel West due secoli fa; invece siamo a Salerno Est nel 2019; non abbiamo pistole da ricaricare, solo abilità dialettiche compromesse dall’orario.
Vabbuo’. Un euro

Torno all’auto, mi cambio e vado a fare riscaldamento.
Il vento è fresco, la giornata è limpida. Siamo tanti, ma non tantissimi. Specie per la 10km, che è la mia gara, siamo proprio pochi.
La maggiore parte dei partecipanti corre la 21km.
Ritrovo Antonino, Andrea e Luigi, che non vedo da parecchio.
Prima dello start supercazzola atomica dell’assessore, che a ripensarci ora, credo sia stata tra le più divertenti che abbia mai ascoltato.
Avrei un accordo di massima con Antonino sull’andatura da tenere, ma quando danno il via, non ci vedo più e parto forte.
Non vedo nemmeno il fotografo – maledetto – che si è piazzato al centro della strada prima della partenza e lì è rimasto.

Chi mi sta davanti lo scansa; io no e mi ci spalmo contro, infilando l’alluce sotto la sua scarpa.
Un male… Un chitemmuo’.
Uh, un bel gruppetto davanti a me che va a ritmo spedito.
Antonino mi fa giustamente notare che avevamo un accordo sul ritmo.
Perdoname poi mi vida loca, Antonino
Mi sento le gambe leggere, vado via un po’ più veloce del previsto.

StraSalerno 2019 primi chilometri
StraSalerno 2019 primi chilometri

La gara in sé non presenta grosse difficoltà e nemmeno grosse emozioni.
Fila tutto liscio, gli intertempi sono tutti regolarissimi.
Quando passiamo di nuovo sotto l’arco, la mia gara è finita.
Gli altri continuano per completare un altro giro.

Esco dal percorso di gara. Non mi consegnano un tagliando con la posizione di arrivo.
Il ristoro è piccolo e non molto fornito.
E come potete immaginare, niente crostata.
Mi viene il dubbio: ‘È mai possibile che non sia andato a premio in una gara così poco partecipata, considerato che quelli con cui competo solitamente stanno ancora correndo la 21?
No, non è possibile.
Signor addetto, ci dica a chi potremmo chiedere.
Chiedete alla signora che sta giù
Io e Maranna, sicuramente tra le prime tre, chiediamo alla signora che sta giù, che dice:
Buongiorno. Sì… Allora… Voi mi date il pettorale, io vi dico la posizione. Se siete tra i primi tre, venite premiati sul podio. Voi siete tra i primi tre?
Signora, la classifica ce l’avete voi

Siamo tra i primi tre: io terzo e Maranna seconda nella gara da 10 km.
Quindi dobbiamo aspettare. Quindi restiamo un’altra ora a prenderci il sole, che intanto s’è fatto forte.
Finalmente ci premiano: foto, coppa e premio: un’altra maglia, ‘sta volta taglia S. Ye!
E a me va anche bene rispetto a Maranna, perché le rifilano uno zaino monospalla con una stampa dei Looney Tunes e una specie di sottovaso o miniscendiletto giallo giallissimo.
La sensazione è quella di essere stati premiati dalla pesca di beneficenza della parrocchia.

Quando tolgo il calzino in auto, l’unghia dell’alluce è nera.
Respiro profondamente. Respiro di diaframma.
Ripenso al fotografo. Gli auguro buona domenica.

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