stop

Che tanto siamo tutti a casa, a ‘sto punto parliamone.

La pandemia ha imposto delle scelte: a livello globale, continentale (suscettibili di qualche critica, a mio parere), nazionale e locale (suscettibili in questo caso di più di qualche critica, a mio parere).

Temo le future ripercussioni.
Per il contesto economico, ovviamente. Quanti perderanno il lavoro? Quanti incapperanno in difficoltà? Quanti dovranno adattarsi a nuove situazioni ostiche da gestire?
Sulla questione dei diritti, per cui abbiamo accettato tutti delle limitazioni significative, senza considerare che la situazione potrebbe diventare ancor più stringente.
Per la nostra vita sociale: non so voi, ma io pensavo alla questione della fiducia, che si basa sulla conoscenza, che affonda nell’abitudine, che stagna nella scarsezza d’attenzione.
Come vi immaginate ritrovarsi dopo tutto questo casino, quando magari non saremo ancora sicuri di avere debellato il virus?

Vedo il cortisolo aggirarsi per l’Italia, peggio dello spirito che s’aggirava per l’Europa.

Queste scelte sono ricadute sulle nostre abitudini.
Non stiamo andando al lavoro, lavoriamo da casa.
Non usciamo da casa e, se usciamo, siamo in paranoia totale.
Tranne gli anziani col carrellino della spesa.

Non possiamo più stare all’aria aperta, che, se ci penso, mi viene da ridere dal nervoso: c’è un sole meraviglioso in questi giorni, i fiori della magnolia stanno sbocciando, le cinciarelle arrivano pure sulla ringhiera del balconcino di casa mia a Milano!
E io sono, come voi, tutta la giornata in casa.

Salvatore De Castro / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)


Conoscendomi, devo avere sviluppato un locus of control interno grande e divertente quanto l’Edenlandia.

Ovviamente anche la corsa è finita nel tritacarne delle abitudini stravolte.

Non corro da una settimana. Sto aspettando i prossimi provvedimenti, poi deciderò quale tattica adottare. Probabilmente sarà alternativa e ridicola.
Stay tuned.

A proposito mi sono fatto una domanda: abitudine o pratica?
Corro per abitudine o corro perché credo nella pratica della corsa?
La risposta mi è arrivata semplice: nei primi tre giorni ho pensato all’abitudine, quindi anche con un po’ di sollievo per lo stop autoimposto; dal quarto sono andato in astinenza e ho cominciato a correre in casa, anche sul posto, anche per un’ora.

No, no, sto bene. Grazie del pensiero.

Guardiamo agli aspetti positivi.
Ci sono delle ripercussioni positive in generale.
E c’è l’occasione per stilare una lista, che è una delle mie passioni.
Certo che tra le cosce di Sara Sampaio e una bella lista…
Vabbuo’, ja, questo l’ho fatta per farvi ridere a gratis.

  1. Fermarsi in un momento di stress
    Lo stop in questo contesto di stress diffuso, tra ansie e limitazioni, può essere salutare, per tornare in sintonia con sé stessi e calmarsi: ma su di me non ha funzionato, mi è venuto un mal di testa Black&Decker due giorni dopo la sospensione degli allenamenti (poi ho cominciato a correre sul posto);
  2. Fermarsi come occasione per recuperare
    Avete tirato la carretta come i ciucci finora? Bene.
    Vi conosco, maledetti equini di seconda scelta.
    Lo stop vi darà una mano a sanare un po’ di malanni legati ad articolazioni, legamenti e muscoli;
  3. Fermarsi per ripensare
    Mica vi ho detto che siete ciucci a caso? Parlo con cognizione io.
    Voi non ci pensate mai che dovreste ciclizzare l’allenamento. Volete solo scendere, correre, fare le ripetute e andare alle gare.
    Ennò!
    Ripensate ai cicli d’allenamento, ripensate a come potreste rendere di più in poche occasioni mirate, anziché andarvi a prendere i pelati in ogni paesello dell’italico stivale; ripensate e fate vostra la riflessione: evolvetevi in cavallucci;
  4. Fermarsi per staccare mentalmente
    Raga’, le settimane tirate di allenamento sono pesanti da gestire.
    Piccoli disallineamenti rispetto alla rotta da tenere possono spostare gli equilibri personali.
    Io per esempio non dormo benissimo. E se comincio a infilare l’allenamento tosto nella giornata in cui non mangio benissimo assieme a un po’ di pressione esterna sulla mia indole monastica, dormo ancora peggio.
    Con lo stop sto dormendo meglio.

Ora.
Detto ciò, praticamente cosa si potrebbe fare durante il riposo?
Un’altra bella lista, senza andare troppo per le lunghe:

  • potenziamento con pesi a casa;
  • corpo libero;
  • corsa sul posto, come detto;
  • step;
  • core;
  • stretching;
  • tecnica di corsa.

Non so quale possa interessarvi approfondire tra queste soluzioni.
Se siete interessati, scrivetemi.
Commenti, social, mail. Dove volete.
Magari dedico un post specifico all’argomento.

E mi raccomando, mantenetevi forti.
Ci vediamo alle prossime gare.
Lì, tolti i fortissimi (con massimo rispetto e riverenza), conto di fare alla maggior parte di voi un mazzo tanto. Sappiàtelo.

Nel frattempo non possiamo fare altro che aspettare ed essere responsabili. Per noi, per i nostri cari e per chi è debole in questo momento.
Ché la debolezza non è una colpa, a volte è solo frutto delle circostanze.

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